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Oggetto archeologico

Calco della stele funeraria di Iniuia


Calco della stele funeraria di Iniuia

Il calco riproduce una stele centinata posta presso la cappella funeraria della tomba di Iniuia, Scriba Reale, Gran Sovrintendente di Palazzo e Supervisore delle Mandrie di Atum. L’originale era stato portato in luce da A.Mariette nella metà dell’Ottocento e acquisito dal Museo Egizio del Cairo nel 1860 (cat. JE10079); ma l’intera sepoltura, collocata nella necropoli menfita di Saqqara, fu scavata interamente solo nel 1993 dalla missione congiunta Egypt Exploration Society-Leiden Museum, diretta da G.T. Martin. In quell’occasione un'altra stele fu rinvenuta, frammentaria, nei pressi della cappella funeraria: del tutto simile nella figurazione, essa differiva però per l'iscrizione. Sulla base degli elementi stilistici e testuali e in relazione al contesto di rinvenimento, la datazione si fissa al Nuovo Regno, più specificatamente alla XVIII Dinastia.La stele è costituita da una porzione superiore prevalentemente figurata e una inferiore totalmente iscritta. Nella centina, incorniciata dal disco solare alato, è rappresentata una duplice scena di adorazione che vede: sul lato sinistro Iniuia al cospetto del dio Ra, sul lato destro Iniuia al cospetto del dio Atum.Identico in ambo le scene, lo scriba assume la tipica posa dell’adorante con le braccia sollevate verso la divinità, indossa una gonna lunga e pieghettata e una parrucca all’altezza delle spalle.Il dio Ra, posto di fronte a lui nella metà sinistra dell’immagine, è raffigurato con testa di falco sormontata dal disco solare con ureo, nella mano destra l’ anx e nella sinistra lo scettro was.Campeggia sulla scena un’iscrizione, ripartita in quattro colonne, in cui si legge: “Ra-Harakhti grande dio/ l’Osiri, scriba reale, sovrintendente della Grande Casa / Iniuia/ di Memphis”.Nell’altra metà Iniuia è, invece, alla presenza di Atum, anch’egli munito di anx e scettro was ma adorno della Doppia Corona dell’Alto e Basso Egitto sul capo e di una barba posticcia.Anche su questa immagine si legge una didascalia in 4 colonne: “Atum signore di Heliopolis/ l’Osiri, scriba reale, sovrintendente della Grande Casa/ Iniuia/ giusto di voce/ di Memphis”.La porzione inferiore della stele reca un lungo testo, ripartito in dodici righe e leggibile da sinistra a destra, che comincia con la presentazione del defunto Iniuia (l’espressione attribuitagli, mAa xrw “giusto di voce”, abitualmente utilizzata per i morti, ben si addice al contesto funerario di cui è originaria la stele) e prosegue con un inno al dio solare Ra.Quello dell’inno solare è un genere largamente diffuso nel Nuovo Regno, in uso sulle stele funerarie così come sulle pareti delle tombe, e trova infatti adeguato confronto in alcune delle altre sepolture da Saqqara, tra cui quelle di Horemheb e Pay. (F.I.)

 

 

Ulteriori informazioni
Identificazione
  Ente competente: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Precedenti localizzazioni
  Provenienza: Museo Egizio del Cairo, (cat. JE10079)
Reperimento
  Reperimento:

Saqqara, Tomba di Iniuia (Originale)

Oggetto
  Definizione: Calco
  Classe e produzione: Arredi funerari
  Titolo/soggetto:

Calco della stele funeraria di Iniuia

 

Cronologia
  Datazione generica: Nuovo Regno, XVIII Dinastia
Dati tecnici
  Materia: Gesso
  Tecnica: A bassorilievo
  Altezza: 187c
Iscrizioni
  Testo:

“Dire le parole da parte dell’Osiride vero scriba reale, sovrintendente della Grande Casa, Iniuia, giusto di voce. Egli dice: pregare Ra che sorge/ nell’orizzonte fino a che divenga soddisfatto della vita da parte dell’Osiride, scriba reale, sovrintendente della Grande Casa, Iniuia giusto di voce. Egli dice: salve/ a te che sorgi all’orizzonte come Ra che è soddisfatto della MAat . (Quando) tu attraversi il cielo tutti i volti ti guardano/ anche se i tuoi passi sono nascosti a loro. Quando tu ti mostri al mattino, giorno dopo giorno, è controllato il percorso/ sotto la tua maestà. I tuoi raggi sono nei loro volti anche se non sei conosciuto a loro. Neanche l’oro puro è come il tuo splendore. Le terre/ degli dei che si vedono nelle scritture e le regioni montuose di Punt possono vederti mentre tu sei ancora nascosto./ Hai creato te stesso da solo, come se la tua prima forma fosse Nun, che inizia quando tu inizi/ senza fermarsi, come la tua maestà. Il giorno è corto ma il corso è veloce; milioni, centinaia di migliaia di miglia, ma / tu le copri in un piccolo momento e quando tramonti completi le ore della notte allo stesso modo, tu le dividi e le completi/ a modo tuo. Al tramonto tu manifesti te stesso nella tua presenza come Re’ che sorge all’orizzonte. Possa tu far sì che io raggiunga la necropoli dell’eternità, il luogo della sepoltura/ di colui che è lodato, che io possa unirmi agli spiriti sapienti della necropoli e possa uscire con loro per vedere la tua perfezione al/ mattino, ogni giorno, per il Ka del Principe e Conte Ereditario, il Guarda-Sigilli del Re, amato del Signore delle Due Terre, lo Scriba del Re, il Supervisore delle Mandrie di Atum, Iniuia, giusto di voce.”

Bibliografia
  Bibliografia:

1872, Mariette, A.,  Maspero, G., "Monuments divers recueillis en Egypte et en Nubie", Paris, pl. 57a

1960, Porter, B., Moss, R. L. B., "The Topographical Bibliography of Ancient Egyptian Hieroglyphic Texts, Statues, Reliefs and Paintings", vol.III 2, p.  707, Oxford

1993, Schneider, H. D. et alii, “The Tomb of Iniuia: Preliminary Report on the Saqqara Excavations” in JEA 79, pp. 1-9.

 2010, Raven, M. J., “Book of the Dead documents from the New Kingdom necropolis at Saqqara” in British Museum Studies in Ancient Egypt and Sudan 15, pp. 249–65.