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Oggetto archeologico

Sarcofago di Mesehiu


Sarcofago di Mesehiu
Il sarcofago a cassa poggia su quattro sostegni ed è dotato di coperchio; il legno è ricoperto da una base di stucco dipinto poi in ocra. I lati lunghi presentano iscrizioni disposte su una linea orizzontale che corre parallela al bordo superiore e da quattro colonne; i geroglifici sono eseguiti con precisione, dipinti di azzurro e inseriti all’interno di una cornice composta da righe bianche e azzurre.

Il lato sinistro, che nella tomba era rivolto verso est, è decorato all’altezza della testa del defunto dagli occhi – udjat, sotto i quali è dipinta la falsa porta. Gli occhi sono realizzati in modo molto accurato: il contorno degli occhi è tracciato in nero e l’iride è resa in marrone da cui spicca il nero della pupilla; agli angoli esterni ed interni degli occhi vi sono piccoli tratti rossi che rendono i capillari. Le sopracciglia e gli elementi che riproducono il piumaggio del falco sono invece colorati con lo stesso azzurro con cui sono stati tracciati i geroglifici. L’iscrizione orizzontale del lato sinistro riporta la tradizionale formula d’offerta con invocazione al dio Osiride affinché egli conceda alimenti di vario tipo, tessuti e natron al defunto; le quattro colonne riportano invece l’espressione, riferita al defunto, “venerato” (imakh) presso diverse divinità: Imset, Duamutef, Shu e Geb. Il lato destro riporta anch’esso un’iscrizione disposta secondo il medesimo schema. Il testo disposto in orizzontale è costituito da un’invocazione a Anubi affinché conceda al defunto offerte e una buona sepoltura, mentre le quattro colonne indicano il defunto come “venerato” presso gli dei, tra cui la dea Tefnut e il genio tutelare Qebehsenuf. I lati corti sono decorati con testi disposti su una linea verticale e colonne. Il lato corto che costituisce la testata del sarcofago definisce il defunto come “venerato presso Anubi, che è sopra la sua montagna” nella riga orizzontale e come “venerato” presso Neith e Nefti nelle due colonne; sul lato dei piedi invece il defunto è definito “venerato presso Osiride, signore dell’Occidente” nella riga orizzontale e come “venerato” presso Iside e Selkis nelle colonne. Il coperchio è in cattive condizione ed è decorato con un’iscrizione centrale ormai molto sbiadita; dalle parti ancora leggibili si deduce che il testo conserva una formula d’offerta con invocazione al dio Anubi, Signore di Sepa. Nelle iscrizioni presenti sul sarcofago il nome di Mesehiu è accompagnato dai titoli; egli era “scriba di Maat” e “Grande dei Dieci dell’Alto Egitto”, ovvero svolgeva la funzione di giudice.

Ulteriori informazioni
Identificazione
  Numero*: inv. 109
Precedenti localizzazioni
  Provenienza: Sconosciuta
Oggetto
  Definizione: Sarcofago
  Classe e produzione: Arredi funerari
  Titolo/soggetto: Sarcofago di Mesehiu
Cronologia
  Datazione generica: Medio Regno
Dati tecnici
  Materia: Legno
  Altezza: 53
  Larghezza: 195
  Lunghezza: 46
  Varie: Legno dipinto
Bibliografia
  Bibliografia: 1964, Botti G. “I cimeli egizi del Museo di Antichità di Parma” in Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombara”, vol. IX, Firenze, pp. 63 - 66 (cat. 109), tavv. XVI - XVII
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