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Oggetto archeologico

Sarcofago di Shepsesptah


Sarcofago del sacerdote Shepsesptah

Il sarcofago antropoide venne realizzato per il sacerdote Shepsesptah, figlio di Ankhemtenenet (padre) e di Nebuiiti (madre). Esso poggia su un alto zoccolo ed è di forma bombata, come è tipico dell’epoca saitica. Il coperchio rappresenta il defunto con una parrucca tripartita decorata da strisce azzurre e oro che ne incornicia il volto, ricoperto da una lamina dorata e con tratti piuttosto marcati; gli occhi sono stati resi con la tecnica a incisione e poi dipinti per i particolari. Una lunga barba rituale intrecciata è stata ricavata dallo stesso blocco di legno da cui è stato realizzato il coperchio. Il petto è decorato da un ampio collare usekh composto da nove giri che riproducono elementi vegetali e termina con due teste di falco all’altezza delle spalle. Sotto il collare è raffigurata la dea Nut inginocchiata mentre apre le braccia alate in segno di protezione. La parte inferiore del sarcofago è occupata da un’iscrizione composta da undici colonne di geroglifici molto curati nei particolari e dipinti. Il testo riporta il capitolo LXXII del Libro dei Morti. Il retro dell’alveo presenta un pilastro dorsale iscritto che inizia dalla base della parrucca e in parte lacunoso sul lato superiore sinistro. Durante il restauro del 2006 sono state effettuate foto a infrarossi che hanno permesso di leggere l’iscrizione, composta da due colonne che contengono parte della formula n. 246 dei Testi delle Piramidi, con una raccomandazione agli dei da effettuarsi durante i rituali per la rinascita nell’Aldilà. I titoli riferiti nelle iscrizioni a Shepsesptah sono: padre del dio, sacerdote uner a Letopoli ed il titolo Henety-per imy- wr.

Al corredo funerario dello stesso personaggio appartengono anche quattro vasi canopi esposti al Musée des Beaux-Arts di Lione (inv. G306 – 307 – 308 – 309); Shepsesptah viene citato anche nella stele Louvre IM 4188.

Ulteriori informazioni
Identificazione
  Numero*: inv. 111
Precedenti localizzazioni
  Provenienza: Acquisto di Michele Lopez nel 1830
Reperimento
  Reperimento:

Sconosciuto

Oggetto
  Definizione: Sarcofago
  Classe e produzione: Arredi funerari
  Titolo/soggetto: Sarcofago del sacerdote Shepsesptah
Cronologia
  Datazione generica: XXVI – inizi XXVII dinastia
Dati tecnici
  Materia: Legno
  Altezza: 176
  Larghezza: 56
  Spessore: 49,5
  Varie: Legno di sicomoro stuccato e dipinto Restaurato nel 1962 e successivamente nel 2006
Bibliografia
  Bibliografia: 1964, Botti G. “I cimeli egizi del Museo di Antichità di Parma” in Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombara”, vol. IX, Firenze, pp. 71 - 74 (cat. 111), tav. XVIII

 

2007, Marocchetti Fiore E., "Il sarcofago del sacerdote Shepsesptah conservato al Museo Archeologico Nazionale di Parma” in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte 22, Torino, pp. 61 – 71, tavv. XV – XX

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