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Acerbi Giuseppe

Giuseppe Acerbi nacque nel 1773 a Castelgoffredo, poco lontano da Mantova. Ebbe una vita piuttosto avventurosa: giovanissimo si recò in Lapponia, spingendosi fino a Capo Nord, mentre nel periodo in cui visse a Milano, città protagonista della vita intellettuale dell’epoca, fondò la rivista “Biblioteca Italiana”. Nel 1826 ottenne la carica di Console Generale d’Austria in Egitto e si trasferì ad Alessandria. Palazzo Te ospita le antichità egizie da lui raccolte in quel periodo. Alla città di Mantova lasciò anche i suoi taccuini di viaggio che non sono un’accurata relazione, paragonabile ad un diario di scavo, ma piuttosto osservazioni da viaggiatore entusiasta o soddisfatto dei suoi “affari” che non ci permettono di ricostruire la provenienza dei reperti che troviamo nelle sale, ma solo in alcuni casi di immaginarla. Altre antichità furono portate dal console Acerbi in Italia, come quelle che si trovano in possesso dei suoi discendenti a Castelgoffredo, o quelle che costituiscono il nucleo centrale della raccolta milanese. Un papiro demotico oggi esposto col resto della collezione nel Castello di Pavia e un rilievo di epoca amarniana proveniente da una cascina presso Castelgoffredo, oggi al Museo Egizio di Firenze. Può darsi fosse giunta con Acerbi anche la Stele di I Periodo Intermedio che si trova conservata nel piccolo Museo Bellini ad Asola nel mantovano.