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Progetto Osiris

Le collezioni minori egittologiche in Italia, documentazione e diffusione a mezzo web

Oltre il consistente repertorio di antichità egizie conservate presso il Museo Antichità Egizie di Torino e le collezioni di ulteriore significativa consistenza del Museo Egizio di Firenze e della sezione egizia del MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli, aspetti particolari della storia italiana hanno determinato l’esistenza di un patrimonio diffuso di reperti della civiltà egizia nel territorio nazionale. Già nel 1871 il Ministero dell’Istruzione Pubblica del Regno d’Italia affida a Luigi Vassalli, l’incarico di redigere una relazione sui musei egizi d’Italia, edita nel 1873 a conclusione dell’attività. Dieci anni dopo circa un resoconto sui documenti egizi in Italia venne redatto per il Ministro dell’Istruzione pubblica francese dall’egittologo Gaston Maspero a seguito di una sua missione scientifica. Sensibilità ed interesse a questo patrimonio riversa il direttore del Museo Egizio di Torino, Ernesto Schiaparelli, che nella prima metà del Novecento arricchisce e rinsalda questa rete di antichità egizie sul territorio con depositi che amplino il panorama egittologico presente anche in sedi diverse da quella torinese. Nel dopoguerra e in particolare gli anni Sessanta del secolo scorso segnano una ripresa di interesse per il patrimonio diffuso di antichità egizie in Italia, cui sono dedicate mostre, riallestimenti museali,  convegni e monografie specifiche anche nella più generale direttiva di ricomporre i materiali che le vicende della storia antica e della sua riscoperta avevano disperso.

Da questo panorama di studi e ricerche è maturato il progetto Osiris, che si propone di recuperare le parti “smembrate” dell’antica storia d’Egitto come nell’antico mito egizio di Osiride, il cui corpo ucciso e disperso dal malvagio fratello Seth, viene amorevolmente ricomposto dalla sposa Iside. Finalità del progetto è la documentazione sistematica dei materiali, con priorità a quelli inediti, integrata dalla documentazione fotografica e topografica delle aree di provenienza originarie e dei luoghi di ulteriore dispersione in forma di frammenti pertinenti alla stessa opera o di appartenenze allo stesso contesto archeologico.

Le oltre 90 collezioni italiane si rivelano di particolare interesse anche in relazione alle varie modalità di acquisizione. Reperti egizi raggiunsero il territorio italiano già  in epoca romana per adornare santuari dedicati alle divinità egizie, il cui culto si era ampiamente diffuso dal I sec. a. C. oltre la Valle del Nilo. Riportati alla luce nei secoli in cui fin dal ‘400 si afferma la riscoperta del mondo antico, figurano nelle prime raccolte di antichità. Ulteriore elemento per la costituzione delle raccolte egizie italiane fu il fenomeno del collezionismo egittologico nel quadro della riscoperta delle antiche civiltà extraeuropee da parte dell’esperienza culturale europea in particolare tra ‘700 e ‘800 e a seguito della spedizione napoleonica in Egitto, infine campagne di scavo promosse nella Valle del Nilo anche dall’Italia.

Il progetto prevede di raccordarsi con studi e ricerche attive nel settore ed enti ed istituti interessati con particolare riferimento all’Egitto e alle sue aree archeologiche e una particolare attenzione sarà riservata alla diagnostica scientifica al fine di incrementare il patrimonio di conoscenze sugli antichi materiali egizi a fini storico-culturali e conservativi. Oggetti guida saranno selezionati per la formazione dei giovani all’osservazione del bene culturale quale patrimonio comune della storia dell’uomo.

Bibliografia:

 1873, Vassalli L., "I  musei egizi d’Italia", Milano.

1880-1883 Maspero G., "Rapport à M. Jules Ferry, ministre de l’Instruction publique sur une mission en Italie", in  "Recueil de travaux relatifs à la philologie et à l’archéologie égyptiennes et assyriennes", II,  pp. 159-199 ; III, 1882, pp. 103-128 ; t. IV, 1883, pp. 125-151.

1962, Curto S., "L’Egitto antico nelle collezioni dell’Italia settentrionale", Bologna.

1972, Malaise  M. , "Inventaire préliminaire des  documents égyptiens découverts en Italie", Leiden.

1989, D’Amicone E., “Itinerari egittologici italiani: la riscoperta dell’antico Egitto (secoli XVIII- XIX), in Aldo Gallotta e Ugo Marazzi (a cura di), "La conoscenza dell’Asia e dell’Africa in Italia nei secoli XVIII e XIX. III/II", Napoli 1989 pp. 831- 844.

1991, Morigi Govi G., Curto S., Pernigotti S. (a cura di), "L’Egitto fuori dell’Egitto", Bologna.

1996, Piacentini P., "Les collections “mineures” d’Antiquités égyptiennes en Italie",  in Bulletin de la Societé française d’Égyptologie 137, pp. .13-31.

Le antichità egizie a Roma e in Italia  in w3.uniroma1.it/archeologia/Docenti/Ricerche/LSist/ric1.htm - 10k - 2009-11-25.