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Abiti e tessuti nell'antico Egitto

Come si vestivano gli antichi Egiziani? Grazie alla documentazione giunta sino a noi, in particolare grazie ai reperti archeologici ritrovati all'interno delle tombe e alle raffigurazioni, gli studiosi sono in grado di ricostruire la moda dell'antico Egitto.
La stoffa più diffusa era il lino, la cui lavorazione è attestata in Egitto fin dal 5.000 a.C. Il procedimento di lavorazione, raffigurato in numerose tombe, era complesso: una volta che la pianta era giunta a maturazione veniva strappato lo stelo che, dopo la macerazione, veniva battuto e infine filato utilizzando fusi di legno. La tessitura avveniva poi tramite il telaio. Come sappiamo grazie ai tessuti conservati nelle sepolture vi erano diversi tipi di stoffe: il lino più diffuso, in quanto meno costoso, era lavorato in modo grezzo ed era definito "lino comune", mentre il tessuto più costoso, chiamato dai Greci bisso, era realizzato con trama assai sottile ed era tanto pregiato da essere esportato come bene di lusso.
I tessuti erano utilizzati principalmente nel loro colore naturale, in quanto il procedimento di colorazione era lungo e assai costoso.
L'abito usato in tutte le epoche dagli uomini delle classi meno agiate era il rudju, un semplice perizoma costituito da fasce di stoffa che cingevano le reni, tipo di vestiario assai comodo per lo svolgimento dei lavori manuali. Altro tipico indumento maschile era lo shendyt, un gonnellino di lino bianco lungo fino al ginocchio che possiamo vedere nella statua di Meri della collezione del Museo Barracco di Roma
Le donne indossavano tuniche come l'abito guaina, realizzato con un rettangolo di tessuto cucito su un fianco, lungo sino alle caviglie e sorretto da bretelle coe quello di Esoeris, la cui statuetta femminile fa parte della collezione di Parma, oppure si usava un abito costituito da un rettangolo di stoffa avvolto intorno al corpo con gli angoli del lato superiore annodato intorno alla spalla sinistra. Pur essendo attestate alcune tipologie di abito durante tutta la storia egiziana, anche in Egitto la moda subì dei cambiamenti nel tempo ed è in particola modo dalla XVIII dinastia, che per i ceti elevati, si diffondono abiti sempre più sofisticati, da utilizzare in ambito festivo e cerimoniale, caratterizzati da ampie maniche plissettate come quelle che possiamo ammirare sulla stele di Piaj del Museo di Parma.
Sempre col lino di varie qualità, per lo più bianco, ma a volte anche tinto di rosso o abbellito con perle azzurre cucite sopra venivano preparate anche le bende per la mummificazione, alcuni esempi sono conservati presso le Civiche Raccolte di Arti Applicata di Milano.
Tessitura DAI "Monumenti" di Rosellini